Prima di passare alla lucidatura gli oggetti devono essere liberati dai resti di tutti gli abrasivi delle precedenti operazioni di levigatura. Se infatti rimane sugli oggetti un residuo di abrasivo come il sassomarcio, che, oltre a non essere adatto alla lucidatura, possiede anche una grana, insieme all’azione di scorrimento prodotto dal rossetto, si produrrebbero dei nuovi piccoli solchi e la lucidatura finale non sarebbe la migliore.
Come dice la parola, sgrassatura significa allontanamento dei grassi e in genere dello sporco. Per giudicare se un oggetto รจ sgrassato basta immergerlo in acqua. L’oggetto bene sgrassato tolto dall’acqua appare bagnato in ogni sua parte.
Si sgrassa come fase di preparazione:
- alla saldatura;
- alla finitura;
- alla finitura Galvanica;
- alla smaltatura;
- la finitura nera;
- alla coloritura;
- all’imbianchimento.
La sgrassatura puรฒ essere eseguita:
- a spazzola con soluzioni acquose calde;
- con solventi con o senza ultrasuoni;
- soluzioni acquose calde;
- con soluzioni acquose calde e ultrasuoni;
- per via Galvanica.
L’ultimo metodo puรฒ trovare utile applicazione nell’officina orafa come mezzo generale di preparazione anche se l’oggetto non deve essere sottoposto a trattamenti galvanici.
Sgrassatura spazzola
Il metodo piรน vecchio della sgrassatura a spazzola รจ quello che impiega la calce spenta dei muratori. Non deve essere invecchiata a meno che non sia conservata in recipienti chiusi. Per ottenerla si puรฒ partire dalla calce viva in pezzi facendo cadere poca acqua in modo che nel reagire non si produca palta. Conservata al riparo dall’aria รจ sempre pronta. Questo vecchio metodo puรฒ ancora essere utile in alcuni casi speciali come preparazione a qualunque finitura.
Nella gioielleria questo metodo non รจ applicabile perchรฉ l’oggetto verrebbe a perdere l’aspetto levigato e lucido che deve avere. Si ricorre perciรฒ alla spazzolatura con altri prodotti che non hanno questo inconveniente. รโ possibile adoperare il sapone che ha notevole proprietร emulsiva soprattutto se viene associato all’azione meccanica della spazzola per cui i grassi aderenti al gioiello tendono rapidamente a passare in sospensione.
L’azione della spazzola รจ indispensabile per rimuovere meccanicamente le sostanze grasse. Sono comunque utilizzabili anche i preparati consigliati per uso domestico.
L’industria fornisce vari tipi di spazzole piรน o meno adatte alle dimensioni e alla conformazione degli oggetti. In molti casi si puรฒ adoperare sia una spazzola che un’altra.
Sgrassatura con solventi
Nella scelta di un solvente si considerano la convenienza economica, l’efficacia, la volatilitร , la pericolositร . Sono disponibili tabelle con dati di infiammabilitร e di tossicitร .
Nelle lavorazioni industriali in genere sono stati abbandonati i solventi infiammabili come solfuro di carbonio, benzina, petrolio, per altri meno pericolosi. Vecchi solventi sono l’alcol, usato per sciogliere la gommalacca e nella vecchia lucidatura dei mobili, l’acqua ragia per l’olio di lino usato nella verniciatura e nella pittura. Meno antichi sono il petrolio, la benzina, l’etere di petrolio, l’etere, efficaci per sciogliere grassi, oli, cere… La tossicitร รจ un altro pericolo presentato in misura maggiore o minore dai solventi.
Sono studiate sostanze nuove allo scopo di rendere sempre meno pericolosa la permanenza negli ambienti di lavoro.
Il maggiore successo si รจ avuto nello scoprire i solventi non infiammabili. Non altrettanto รจ stato possibile fare per la tossicitร . Ossia รจ scomparso o quasi il pericolo di saltare per aria ma รจ rimasto quello di andare all’ospedale per avvelenamento, talvolta anche mortale.
Il progresso tecnologico moderno ha costretto anche l’oreficeria ad impiegare in quantitร sempre maggiori i solventi. Il loro impiego รจ nell’asporto dei grassi, prima ottenuto per emulsionamento acquoso saponoso oppure con petrolio caldo. Uno dei primi solventi non infiammabili รจ stato il cloroformio, quello adoperato in medicina. E’ noto che รจ un eccesso di cloroformio poteva divenire pericoloso e che un medico doveva sorvegliare continuamente le condizioni del paziente. Questo รจ un esempio fin troppo palese che il chimico se da un lato ha reso un solvente non infiammabile dall’altro non l’ha potuto rendere innocuo.
Purtroppo questo รจ valido per tutti i solventi non infiammabili. Perciรฒ, quando in un’azienda un solvente viene impiegato non in modo saltuario e per breve tempo, bisogna attrezzarsi per allontanare i vapori.
L’industria ha messo a punto vasche riscaldate con cappe, aspiratori, serpentine di raffreddamento di modo da garantire l’innocuitร del lavoro in impianto unico. Ecco un breve elenco dei solventi piรน comuni che possono interessare l’oreficeria.
Un solvente che ha preso in questi ultimi decenni largo impiego รจ la trielina, detta anche in modo abbreviato <>; altro suo nome รจ tricloroetilene. รโ uno dei solventi piรน economici comunemente usato per la sgrassatura a secco degli abiti nelle lavanderie. Un litro Pesa1470 g. Bolle a 78ยฐC. Ha un odore cloroformico caratteristico. รโ velenoso se ingerito allo stato liquido e se respirato a lungo puรฒ indurre sonnolenza. Siccome ha massa volumica superiore all’acqua di quasi il 50%, puรฒ essere conservato sotto di questa. Ha un notevole potere solvente per grassi, cere, e alcuni colori.
Ha anche un inconveniente non sempre considerato nella sua gravitร . I suoi vapori se vengono a contatto di corpi roventi o di fiamme, si decompongono svolgendo acido cloridrico gassoso irritante, tossico e corrosivo.
Questi vapori possono perciรฒ favorire la corrosione dei macchinari. Per la stessa ragione i materiali ferrosi sgrassati con trielina tendono facilmente ad arrugginirsi. รโ possibile scoprire facilmente se una trielina รจ alterata. Si prende un batuffolo di cotone idrofilo, lo si imbeve della trielina sospetta e si espone a qualche centimetro di distanza dall’imboccatura di un recipiente contenente ammoniaca. Se la trielina รจ piรน o meno decomposta si vedrร sollevarsi del fumo bianco che parte dal batuffolo. Per ritardare questa alterazione l’industria chimica aggiunge alla trielina prodotti stabilizzanti.
Si consiglia di mantenere nei recipienti dov’รจ contenuto il liquido marmo in polvere o in graniglia. In conseguenza dell’ alterazione della trielina l’industria ha proposto l’impiego gli altri prodotti ancora non infiammabili, con grado di tossicitร troppo diverso come ad esempio il tetracloruro di carbonio bolle a 77ยฐ C e ha massa volumica 1,594.. Anche questo tende a decomporsi in presenza di vapore d’acqua.
Un prodotto molto piรน stabile รจ il percloroetilene. Massa volumica 1,624. Bolle a 125ยฐ C. ร un prodotto piรน stabile ma piรน costoso e ha un punto di ebollizione piรน elevato. Lo si trova facilmente in commercio anche il nome tetracloroetilene. Piรน recente รจ il clorotene . Si ritiene che i suoi vapori siano meno tossici. In alcuni casi si usa ancora il cloroformio detto anche <>. Esso รจ particolarmente consigliato per asportare alcune materie plastiche come il plexiglass usato nella falsa gioielleria. I solventi sono il salicilato di metile, l’acetato di amile ed altri eteri misti.
Tutti i solventi in questi anni hanno ricevuto piรน attenzione perchรฉ il loro potere puรฒ essere migliorato dall’applicazione contemporanea del riscaldamento e degli ultrasuoni. Bisogna perรฒ non trascurare che ambedue queste variabili rendono piรน facile l’uscita di vapori nell’ambiente, quindi rispettare le norme di sicurezza sul lavoro.
Sgrassatura in vapori solventi
I solventi liquidi hanno limitazione alla loro efficacia. Man mano che sciolgono lo sporco aderente ai corpi, lo trattengono e perdono perciรฒ la proprietร di sgrassare. Occorrerebbe usare sempre nuovo solvente.
L’industria ha superato questa limitazione con la costruzione di impianti utilizzano una proprietร fisica delle miscele liquide. Il vino contiene soprattutto acqua ed alcool che bollono a temperature diverse. In conseguenza riscaldando si sollevano prima i vapori di alcool. Solo dopo l’espulsione dell’alcool, la temperatura sale fino all’ebollizione dell’acqua.
